Ciaspolata al chiaro di Luna

Educarli.
 
Educarli alle cose belle. Le cose infinitamente piccole che sanno dare gioia. 
Perché possano dire: sì, l’ho visto anche io!
 
Educarli alla fatica. Quella sana che ti fa fare grandi cose. 
Perché possano dire: sì, ce l’ho fatta!
 
Educarli al silenzio. Quello che ti obbliga ad ascoltare i pensieri e magari le paure. 
Perché possano dire: ho sentito quello che avevo dentro.
 
Educarli ad andare oltre. Oltre la banalità, oltre le cose scontate. 
Perché possano dire: ho varcato il confine senza sapere cosa ci fosse di là. Ma che sorpresa!
 
Educarli, educarli e basta.
Ed accompagnarli. Percorrere di tanto in tanto la strada insieme a loro. 
Magari restando qualche passo indietro, osservandoli camminare con gli amici. 
Osservarli e vedere che si voltano, giusto per controllare se ci sei anche tu.
…giusto per controllare…
 
Giusto per sapere che le stesse cose belle, la stessa fatica, lo stesso silenzio non sono vissuti in solitudine. 
Al contrario, sono condivisi, vissuti ed apprezzati nello stesso momento. 
 
Essere bambino ed affrontare la montagna.
La fatica che essa comporta; apprezzarne la bellezza e mettersi alla prova. 
Lo raccontavo già QUI. 
Ed è stato così bello quella volta, che abbiamo deciso di ripetere l’esperienza.
 
Questa volta, però, si parte di notte. 
Bambini e adulti, tutti insieme.
Zaino in spalla, scarponi ai piedi, ghettetorcia frontale ed il bosco, naturalmente.
 
Ah, no, dimenticavo… ci sono anche loro: la neve e lei, la luna.
 
La neve che ricopre i campi come una coperta e la luna, lassù nel cielo con il suo alone di luce che ci lascia così a bocca aperta da obbligarci a a tenere lo sguardo rivolto sempre verso l’alto  inciampando, qualche volta, nei nostri passi…
 
 
 
 
In fila, in silenzio, uno davanti all’altro entriamo nel bosco
Le nostre pile frontali illuminano il sentiero formando una sorta di lunga catena. Osservo e mi torna in mente quando, ogni anno a Natale,  fai le prove sull’albero con le lucine per vedere se tutto funziona.
Percorriamo il sentiero ascoltando il nostro respiro; aggiustiamo il ritmo al nostro passo;   guardiamo, percepiamo l’odore della notte e ascoltiamo i suoni del bosco.


Lo senti anche tu il silenzio che fa la notte in montagna, vero? 
 
Un silenzio interrotto solo dal rumore croccante dei nostri piedi sulla neve e dal suono delle racchette che, ad ogni passo, si infilano nella coltre bianca.
Spegniamo tutti le pile
La notte è blu. Ma appena gli occhi si abituano all’oscurità, scopri che la notte non è poi così buia. La luna infatti rischiara il cammino illuminando i cristalli di neve che luccicano alla sua luce pallida.
La notte è azzurra.
 
Si cammina senza parlare per non rompere un incantesimo che sembra fragilissimo e che invece esiste da che esiste il mondo. 
 
Un goccio di tè caldo dal thermos, qualche uvetta passa o un candito per ritrovare le energie, un pezzetto di cioccolato scandiscono il ritmo e, passo dopo passo, ti portano alla meta.
 
Da lontano si sente il suono della campanella
Qualcuno, più veloce di noi, ha già raggiunto il rifugio. E lo sta comunicando al resto del gruppo.
Vorrei non arrivare mai per poter godere di questo momento fino all’infinito.
 
Ma la campanella….la campanella chiama…
 
 
La montagna ci accoglie e ci lascia senza respiro. Non per la fatica del cammino.
No. 
Piuttosto per questo…
 
 
E per questo
 

 

 
E per questo ancora
 
 
Bisognerebbe restare tutta la notte fuori ad osservare, a godere di questo spettacolo, ma le due ore di cammino si fanno sentire e con loro anche il desiderio di un pasto caldo.
E allora tutti dentro!
Il Rifugio Alpe Piazza, situato nella Valle del Bitto in Valtellina, ci accoglie così
E dopo una cena da veri montanari ed una tisana 
Tutti di corsa nelle camerate e veloci sotto i piumoni, che mica c’è il riscaldamento al piano di sopra, eh!

Stanchezza ed eccitazione fanno a pugni con il sonno facile.
Ma poi è la stanchezza che vince.
 
Finché la mattina non vieni svegliato dal crepitio del camino della sala da pranzo.
 
Ti ricordi per un attimo di quel che è stato la sera prima

 

e allora decidi di guardare fuori dalla finestrella.
 
Non escono parole, ti viene solo da piangere…
 

Decidi di uscire.
Fuori la temperatura è -11°.
E te ne freghi.
Altamente.
Esci, ti siedi sulla staccionata.
Aspetti.
E poi, finalmente, eccola.
L’alba.


Prima tinge solo il cielo

 

E poi, pian piano, anche le cime

Ed è subito giorno.


Questa escursione è stata organizzata dalle Guide Volontarie di Alpinismo Giovanile della sezione CAI di Calco – LC. 
Maggiori informazioni riguardanti l’attività di alpinismo per bambini e l’impegno delle Guide di AG le potete trovare cliccando QUI


 

 

 

6 commenti:

  1. Mamma mia Chiara, che responsabilità che abbiamo come genitori! Speriamo in bene!!!!

  2. che bellezza!! Le tue figlie ti ringrazieranno un giorno, ne sono certa 🙂

  3. Grazie Ale!!! E sai cosa ti dico? Che noi due dobbiamo davvero farcela una ciaspolata insieme prima o poi! Un bacio grande!

  4. Le tue lacrime le ho condivise anche io!! Ti tocca davvero dentro un'esperienza così!! Bello Dany, felice che tu l'abbia fatta!!
    Un abbraccione grande!!

  5. Sì Miriam, è stata davvero un'esperienza unica che, soprattuto, ha aperto la strada a questo modo di vedere la montagna….ecco…sono tre domeniche oramai che andiamo a ciaspolare, e sono loro che ce lo chiedono, sai??!!! Oddio…cosa abbiamo combinato???

  6. Questa gita è uno dei sogni del cassetto. Tra le top 10! Meraviglioso…
    L'alba che tocca le cime l'ho vista… una mattina presto, pronta a scalare un ghiacciaio. La mattina presto, con il buio, con il freddo, con le torce, con l'aria fredda. Stupendo.
    Ma la ciaspolata con i miei figli la sera…è da fare!

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