La festa della transumanza: montagna, tradizioni e genuinità

Faccio parte di quella generazione di bambini cresciuti quando la televisione “dei ragazzi” iniziava alle quattro. Ed io mi preparavo sul divano già un po’ di tempo prima e non vedevo l’ora che arrivasse lei: Heidi.
La amavo. Amavo lei, Peter, Clara, le caprette ed il nonno. Mi affascinava l’idea di bere il latte appena munto, di imparare a fare il formaggio, di vivere in totale simbiosi con la natura
 
E’ forse proprio grazie ad Heidi che ho sviluppato questo grande amore per la vita bucolica. Lo dicevo già qui ma non avevo mai analizzato fino in fondo perchè la montagna esercitasse su di me un fascino irresistibile.
Proprio per raggiungere questo sogno di bambina, qualche tempo fa ho raccolto un po’ di informazioni per trovare un modo che mi facesse assaporare le montagne alla maniera di Heidi. 
Ci sono riuscita. 
Ehm…ci siamo riusciti perchè, chiaramente, a vedere le mucche che tornano dai pascoli mica ci vai da sola…..
 

A seconda del luogo in cui l’evento viene celebrato, ha un nome diverso: Fiesa de la Desarpa in Valle d’Aosta; Se Desmonteghea in Trentino, Festa dei Bacàn nella nostra zona della Lombardia. Qualsiasi sia l’accezione dialettale da cui deriva, sempre di transumanza si parla: il magico momento in cui la montagna ed il suo popolo dà il benvenuto all’autunno  riportando le mucche a valle dopo che queste hanno passato l’intera estate ai pascoli.
 
Un momento di festa e celebrazioni all’insegna della tradizione, dei prodotti locali, dello stare insieme con la musica e con lo spirito di “una volta”.
Per questa occasione abbiamo scelto Chiareggio, in Valmalenco
A meno di due ore da casa siamo stati catapultati in una realtà fatta di tempi lenti e di aria pura. Di aria che arriva dal ghiacciaio, il Ventina, e che la sera ti pizzica la pelle….
 
Siamo arrivati nel pomeriggio e da subito ci siamo immersi, trovandoci perfettamente a nostro agio, nella realtà della montagna.


Una montagna ospitale che ci ha aperto le porte mostrandoci la sua vita quotidiana.
La mungitura





Ed il suo prodotto: il latte appena munto, giallo di grasso, ancora caldo e con la schiuma…



E che sapore ha questo latte? I più coraggiosi l’hanno assaggiato e hanno scoperto che non è poi così male…



Una montagna che non fa più paura come invece pensavamo prima della nostra partenza



e che, nel nome delle sue tradizioni, tiene compagnia e scalda il cuore.

 
Una montagna che ci “obbliga” ad uscire la sera col freddo e con la pila per illuminare il sentiero


Per andarci a sedere attorno al falò ad ascoltare le storie di una volta
Bevendo vin brulè (i grandi) e tè caldo (i bambini)

Una montagna che vai a letto e la mattina presto, prestissimo, ti sveglia con i campanacci e tu spii dalla mansarda ancora avvolta nel sacco a pelo le mucche che passano per prepararsi alla grande festa…

Sì, la festa degli alpeggi, la festa dei Bacàn

quando la montagna si veste tutta festa e mette in bella mostra tutto il suo splendore fatto di odori buoni, quelli della cucina


e di sapori genuini inimitabili


E’ una montagna che, da una parte, vuole svelarsi in silenzio nei suoi piccoli dettagli
 
e dall’altra fa rumore e “clamore”. 
I campanacci e i muggiti infatti avvertono tutti che la parata sta per cominciare; che loro, le vere protagoniste di questo micro cosmo, – le vacche – stanno per sfilare davanti agli occhi di tutti
 
 
 
Ogni malga il proprio stile 


Ogni mucca il proprio carattere

 
 
ed il proprio modo di essere vanitosa
 

Non perdiamo l’occasione di votare al concorso Miss Alpeggio
E alla fine attendiamo con trepidazione la proclamazione…
Rullo di tamburi…
and the winner is….
E dopo tanta festa ed allegria sentiamo il bisogno di un po’ di tranquillità e di sperimentare una montagna più selvaggia e a prova di giochi di bimbo…

 

Una montagna insomma che non delude mai se ci si mette nelle condizioni di ascoltarla, assaporarla e viverla appieno….
Garantito da chi, per queste cose, …ha naso!!!

 

Note tecniche

Chiareggio (SO), è situato ai piedi del Monte Disgrazia  e del Pizzo Bernina. E’ una frazione di Chiesa Valmalenco dalla quale dista circa 8 km.

Per visionare il programma della festa cliccate QUI

Per dormire in camper

Raggiungiamo Chiareggio dall’unica tortuosa strada che lo collega a Chiesa Valmalenco. Attraversiamo il piccolo paese per raggiungere, in località pian del lupo,  il grande parcheggio sterrato a fianco del letto del fiume (46°18’49.98″N  9°46’42.60″E). Il parcheggio è gratuito e condiviso con le automobili. Non c’è possibilità di carico/scarico o allaccio alla corrente, servizi per i quali dovremo scendere a Chiesa ma il posto ameno è ugualmente accogliente e degno di passarci la notte vista la pace e la tranquillità che vi regna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3 commenti:

  1. Pingback:A Chiareggio tra mucche e marmotte | incinqueconlavaligia

  2. grazie mille del suggerimento! sabato e domenica ci andremo!!!!

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