Dell’amore, della Normandia, della landa desolata e dei bambini, in una parola…La Hague

 

Il dépliant che la piccola azienda di soggiorno ci lasciò tra le mani molto tempo fa, parlava chiaro: “chi capita a La Hague non ci capita per caso”. Ed infatti questa penisola si trova completamente fuori dai percorsi turistici, cosa che ha sicuramente contribuito a mantenere intatto questo magnifico angolo di mondo. E noi, giovincelli, più di vent’anni fa proprio non ci siamo capitati per caso. Già allora, seppur acerbi nella mente ed anche nel nostro puerile amore, andavamo alla ricerca di mete poco battute, poco conosciute perchè ben sapevamo essere quelle più preziose. E lì ci siamo innamorati definitivamente, ci siamo giurati amore eterno. Lì abbiamo messo le radici col cuore, con la mente, abbiamo intrecciato le nostre mani insieme ai nostri sogni e progetti.

Fa un certo effetto ritornare a La hague dopo più di vent’anni – decisamente più maturi e soprattutto considerevolmente aumentati di numero. Ma proprio lì le volevamo portare, proprio lì volevamo mostrare da dove il pensiero di loro fosse nato, dove avesse preso forma la nostra storia che è in fondo è la LORO storia.

Che ci fanno tre bambine nella landa desolata mentre amici e coetanei vanno in vacanza in villaggi turistici a divertirsi con animazione e proposte a “misura di bambino”?
Genitori crudeli e poco attenti ai bisogni della prole? A giudicare da come la prole abbia reagito alla proposta, direi proprio di no…

Tre bambine, nella landa desolata giocano con la curiosità, esplorano, sognano guardando l’orizzonte e respirano l’odore dell’erba….
E se questo non bastasse, ci pensa papà ad “inventare” un gioco che cattura l’attenzione di tutti, mentre lo spirito si abbandona al paesaggio sconfinato dove solo il rumore del vento e delle onde interrompe il flusso dei pensieri che qui, per forza di cose, non possono che volare alto…

 

A La Hague, in Bassa Normandia e precisamente nella penisola del Cotentin non c’è nulla….
A La Hague ci sono  i muretti a secco che dividono i confini tra un appezzamento e l’altro dove pascolano mucche, cavalli e pecore…
A La Hague  la natura è aspra e selvaggia, ed i colori sono quelli dell’erica e del cardo…
A La Hague c’è un faro che staresti a guardare per ore senza accorgerti del tempo che passa…
A La Hague ci sono case di pietra con vasi ai balconi perché il verde smeraldo dei campi ha bisogno del rosso dei fiori per non sentirsi solo…

A La Hague c’è un solo, unico, piccolo ristorantino dove si possono assaggiare frutti di mare appena pescati…
A La Hague c’è una casina con una sola finestra sul muro di dietro che sembra un francobollo ritagliato appositamente per guardare fuori addormentandosi guardando l’oceano…perchè l’oceano è lì, a due passi, e quando dal mare soffia il vento, fa muovere le tende di quella stanza….

A La Hague c’è una stazione di soccorso per i naufraghi in mare con tanto di piccolo museo e di registri da consultare riguardanti i salvataggi effettuati nel corso del tempo…

A La Hague, se un bambino si annoia e, dopo tutto questo esplorare non sa cosa fare, si guarda intorno e si prepara uno spiedino di more…

E se proprio proprio non se ne può più…( ma io, mi dispiace, non ci credo…)

Si torna al camper, ci si prepara un bel caffè (per i grandi) ed un bel tè (per i piccoli) e si aspetta il tramonto guardando dall’oblò della mansarda  il sole che  si spegne nel mare…

A La Hague non c’è nulla….ma noi ringraziamo di questo pienissimo Nulla che ci ha regalato momenti indimenticabili in famiglia e ci ha aiutati a far comprendere alle nostre figlie il valore di andare alla ricerca delle cose nascoste, l’importanza di essere curiosi e di tenere sempre gli occhi aperti all’orizzonte…
…e se qualcuno, seduto sul suo passeggino, fa la scimmietta chiudendo gli occhi è solo perché sta bene “dentro” e dopo una giornata così piena di Nulla, ha ancora voglia di giocare e ridere e ridere e giocare….



NOTE TECNICHE:

Per dormire in camper: 
L’area sosta a Cap de la Hague è in realtà un parcheggio ma è riservato ai camper. Non c’è elettricità, e nemmeno carico e scarico. E’ possibile sostare gratuitamente anche se i posti sono limitati. Quando siamo arrivati noi abbiamo preso l’ultimo posticino ma è anche vero che, mettendosi d’accordo con gli altri “inqulini” un camper ha sostato parcheggiando in mezzo. Chi avrebbe mai il coraggio di impedire la visita di questo angolo di paradiso?? Noi poi, con tre bambini al seguito, siamo stati l’attrazione dell’area che era principalmente occupata da nonni piacevolmente incantati dalla presenza delle nostre figlie.
…Un po’ meno dopo averle sentite urlare mentre giocavano a palla…ma anche questo è famiglia!!!

 

2 commenti:

  1. che posto meraviglioso…se ad Agosto riusciremo ad andare…la prima foto sara’ per te…grazie per i preziosi consigli che ci dai sempre

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